L’ansia è una reazione fisiologica comune quando ci si sente in pericolo, ed è un ingrediente fisso praticamente di tutte le condizioni di disagio.
L’ansia è sempre presente nei disturbi dell’umore, nel DOC, nelle dipendenze, nelle difficoltà sessuali e relazionali, e nei problemi dell’infanzia, ma è la protagonista assoluta di alcuni speciali problemi detti, appunto, di ansia: il disturbo d’ansia generalizzata, il disturbo di panico, l’agorafobia, l’ansia sociale e le fobie.
Conoscere l’ansia, anzi conoscere la propria ansia, significa avere le chiavi per affrontare e possibilmente superare praticamente tutti i problemi psicologici.
Ciò che chiamiamo comunemente ansia non è altro che la parte percepibile, emotiva, di un complesso meccanismo di allarme:

La reazione di allarme descritta nella grafica, detta anche attacco-fuga, non è “patologica”, è ciò che avviene comunemente e fisiologicamente in tutte le persone in presenza di un pericolo.
Quando l’ansia diventa patologica?
L’ansia diventa “patologica” quando è difficile sottrarsi alla focalizzazione sul pericolo, ovvero si viene catturati dallo stato di allarme in modo che interferisca in modo significativo con la conduzione della propria vita, anche in circostanze che non sono oggettivamente pericolose.
Nel caso del disturbo di panico, dell’agorafobia e dell’ansia sociale, si attiva inoltre un altro processo patologico che viene descritto come circolo vizioso dell’ansia in cui l’idea di pericolo è rappresentata dall’ansia stessa:

Come si può vedere dalla grafica, il salto “patologico” dell’ansia è scatenato da un circolo vizioso in cui l’allarme alimenta l’allarme, amplificandolo fino al panico.
Come può accadere tutto questo?
Abbiamo visto che l’allarme è generato dall’idea che esista un pericolo. E fin qui si tratta di un processo naturale, fisiologico, comune. Anche se l’idea di pericolo è poco realistica, esagerata o incongrua: l’idea di un pericolo genera allarme, e se c’è allarme ci sono degli effetti fisici, anche questi in se stessi, naturali, fisiologici, comuni.
Il circolo vizioso si attiva quando le sensazioni di allarme sono interpretate come il segno che stia avvenendo qualcosa di catastrofico, ovvero morire, avere un malore, impazzire, perdere il controllo o essere visti dagli altri e quindi giudicati come deboli, ansiosi, incapaci, diversi.
A questo punto ci si allarma perché c’è allarme! E siccome l’allarme genera allarme, l’allarme è amplificato fino al panico. Questo processo tipico del disturbo di panico viene anche chiamato paura della paura.
La terapia cognitivo comportamentale dell’ansia e panico
In cosa consiste la terapia cognitivo comportamentale dell’ansia e panico?
L’illusione che esista un singolo metodo o una tecnica che consenta di uscire dalla trappola dell’ansia è destinata a creare molta delusione.
La risposta è articolata e viene dalla terapia cognitivo comportamentale, per uscire dalla trappola dell’ansia sono necessari tre processi terapeutici:
- Riconoscere e mettere in discussione le idee catastrofiche che alimentano lo stato di allarme.
- Apprendere a regolare lo stato di allarme, sia riducendo la focalizzazione sull’idea di pericolo, sia apprendendo delle tecniche per calmarsi.
- Impegnandosi a fare progressivamente tutte le cose che sono state evitate per non andare in ansia o in panico.
Per superare in modo efficace e duraturo un problema di ansia, sono necessari tutti e tre i processi, altrimenti il trattamento risulta inefficace o instabile con frequenti ricadute.
I tre presidi per il trattamento cognitivo comportamentale dei disturbi d’ansia sono ancora più incisivi con gli interventi cognitivo comportamentali detti di terza generazione. In particolare con le tecniche di defusione e con la mindfulness.
La defusione consiste nel prendere una certa distanza dai propri pensieri, in modo da non scambiarli con la realtà delle cose. E la mindfulness aiuta a stare nel presente e a non perdersi nella propria immaginazione.

Prenota qui un colloquio telefonico gratuito o un colloquio preliminare di valutazione per partecipare al programma per i disturbi d’ansia e panico con la terapia cognitivo comportamentale di III generazione.
Il programma è diretto da Pietro Spagnulo docente di terapia cognitivo comportamentale.